Promosso dal Comune di Palermo Area della Cultura, Turismo e Sport
in collaborazione con la Fondazione Sant’Elia e la Città Metropolitana di Palermo 402° anniversario festino di Santa Rosalia | Loggiato di San Bartolomeo | Palermo




Un viaggio per immagini e suggestioni che nasce dall’osservazione di Palermo e dei suoi luoghi, dalla volontà di mettere in luce dettagli, architetture e segni che spesso convivono quotidianamente sotto gli occhi dei cittadini senza essere pienamente osservati.
Rosaliae Imago non è una semplice successione di immagini, ma una stratificazione di linguaggi, simboli e culture: un intreccio di elementi che richiama la complessità della città, frutto dell’incontro tra popoli, epoche e tradizioni differenti.
«Ho sempre pensato che la luce potesse essere uno strumento per stimolare lo sguardo – racconta l’artista – non solo per illuminare un luogo, ma per invitare le persone a riscoprirlo. La mia opera nasce dal desiderio di restituire meraviglia e curiosità verso una città unica, dove ogni dettaglio può aprire nuovi racconti».
L’installazione si inserisce nel percorso del Festino di Santa Rosalia, in dialogo con uno dei luoghi simbolo di Palermo e con una città in movimento, pronta a riappropriarsi dei propri spazi attraverso un’esperienza collettiva.
Un elemento centrale del progetto è il rapporto tra memoria e presente: la Palermo arabo-normanna, con la sua straordinaria sintesi artistica e culturale, diventa un esempio di come dalla complessità della storia possano nascere nuove forme di bellezza e convivenza.
«La storia ci ricorda anche i conflitti e le conquiste che hanno attraversato i territori – continua l’artista – ma Palermo ci insegna soprattutto la capacità di trasformare le stratificazioni del passato in un patrimonio condiviso. È questo lo sguardo che dobbiamo coltivare: riconoscere ciò che ci ha formato e utilizzarlo per immaginare il futuro».
Attraverso la luce, Rosaliae Imago vuole lasciare un invito semplice: tornare a guardare la propria città, cambiare prospettiva, esplorare luoghi conosciuti con occhi nuovi e riscoprire il valore dell’incontro.
Perché mettere in luce Palermo significa, prima di tutto, imparare nuovamente a guardarla.